Anime » Astarotte no Omocha!
| Titolo | Astarotte no Omocha! |
|---|---|
| Kanji/Hira | ロッテのおもちゃ! |
| Genere | Commedia Fantasy Sentimentale Sovrannaturale |
| Tipo | Serie TV |
| Episodi | 12 |
| Produttori | Diomedea Pony Canyon |
| Anno | 11/04/2011 - 26/06/2011 |
| Vedi Anche | Astarotte no Omocha! EX (anime) |
Trama
La storia parla di un ragazzo,Naoya che per varie ragioni si trova in un regno fantasy
a lavorare per la principessa Lotte che si rivelerà una spece di vampira, ma che invece di succhiare sangue succhia ...........
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Simo scrive:
I principali difetti di quest'anime sono quattro.
Il primo errore (visibile sin dalla prima puntata) è ciò che deve fare una succube per poter vivere; è vero che deve assorbire l'energia vitale degli uomini attirandoli, ma non deve succhiare proprio quello e quest'errore lo imputo anche al/ai gruppi che lo hanno subbato. Perché scrivere esattamente quello se la bambina ha 13 anni e l'anime è di un genere che sembrerebbe fatto per i bimbi - oltre che per i lolicon? Non va per nulla bene, bastava usare come per altre cose i puntini o i baubau e miao miao usati nelle altre puntate quando si riferiscono a certe cose sconce. Io stesso ci sono rimasto male, non posso farlo vedere a un bambino.
Il secondo, come già anticipato prima senza dire nulla sulla storia, è che sì dalla prima puntata tutti vengono a sapere che lui ha una figlia, poi si scopre da chi l'ha avuta. A quel punto uno si chiede che sta succedendo, perché è assurdo che se ha avuto la figlia da quella persona ora invece...
Il terzo: il migliore personaggio della serie, dalla migliore espressione facciale, dal sorriso, dal carattere pieno di gioia e speranza che dà non è la protagonista, ma la figlia di lui, Asuha, che ama non mettere le mutandine sotto i vestiti e le gonne lunghe. Ma non è lei la ragazza principale della storia, così facendo uno si affeziona ad Asuha e non a Rotte: errore.
Per finire, lo svolgimento della storia, essendo l'anime troppo corto, verso la fine si corre e ci si rende subito conto del salto abissale.
Comunque quest'anime ha delle note positive, altrimenti non ne avrei fatto una recensione. Tra quelle, il fatto che alla fine la storia mi è piaciuta, che le openinng e le ending sono molto belle, che la musica principale di BGM per i momenti importanti è molto carina anche se, essendo l'unica, dopo un po' stanca; e infine che nel finale, anche se la persona che sta guardando la serie sa che gli autori stanno facendo di tutto per farlo commuovere, un po' si commuove ugualmente e lo trovi carino.
Voto.7.
Voto dell'utente: 7
Simo scrive:
Insomma, come spesso accade per gli anime brevi, sopratutto negli ultimi anni, questi assumono più un fattore introduttivo, senza mai arrivare effettivamente al punto, chiudendo la stagione con un finale più o meno forzato, spesso unica e vera sorpresa della serie.
A livello generale non lo si può certo definire un brutto anime, ma di certo non rientra nell%u2019Olimpo di questi ultimi%u2026 risulta essere un anime tranquillo da godersi se non si ha un po%u2019 di tempo libero e si ha voglia di un titolo non troppo impegnato.
Consigliato a chi ama le storie con personaggi loli [personaggi femminili di giovanissima età, spesso intorno agli anni elementari], le storie non troppo impegnate, e i personaggi femminili Tsundere.
Voto.7.
Voto dell'utente: 7
Simo scrive:
Detto così, 'Astarotte no omocha' farebbe pensare a un anime di combattimenti, ma forse togliendo le impressioni possiamo capire cosa sia l'opera che ci troviamo davanti: se non fosse un mondo tipicamente infernale, bensì un mondo sede di una civiltà culturalmente al livello di quella umana, non si potrebbe certo negare la possibilità di svilupparvi una storia del genere che siamo soliti vedere ambientata nel mondo nipponico di tutti i giorni.
La serie è una commedia romantica, insomma. Ma con l'aggiunta di tratti dei personaggi piuttosto inusuali, che possono (in teoria) offrire quell'originalità troppo spesso persa nella banalità in cui rispettivamente compaiono "normalmente" alieni e maghi*.
La vera peculiarità della protagonista femminile, però, va ben oltre questo. Stiamo parlando di una giovane e tsundere principessina succube, creatura che necessita - dalla pubertà in poi - una costante assunzione di sperma per sopravvivere. Ma, contraria più che mai al suo destino a causa della sua androfobia, decide di accettare come amante solo e soltanto un essere umano, creatura che nel mondo dell'opera non esiste. Il nostro protagonista, umano, si ritrova quindi a essere ingaggiato nell'harem grazie al buon vecchio stratagemma del viaggio dimensionale, questa volta praticato grazie a un albero gigante con le foglie fatte a forma di trifoglio. Egli, a differenza di ogni lolicon che si rispetti, preferisce accudire la principessa quasi come una figlia, piuttosto che saltarle addosso.
Ecco uno nodo fastidioso nell'opera: il fanservice viene costantemente spiaccicato in un angolino, mentre nel manga originale è un punto cardine. Insomma, arriviamo al punto per cui un anime lolicon non dà ai lolicon quello che vorrebbero. Questo è il caso diametralmente opposto a quello in cui un'opera piena di potenzialità in altri campi viene soffocata dall'erotismo. Nel complesso non si verifica una perdita netta ed evidente, bensì si nota una costante mancanza, come guardare una foto a cui è stato rubato un colore predominante. Niente da ridire tuttavia sul piano tecnico: non solo non si manca agli standard nelle animazioni, bensì essi vengono superati e ornati di OST molto gradevoli e appropriate.
Voto.7.
Voto dell'utente: 7