Saya no Uta

Recensione - 4 Febbraio 2012

Un altro mondo
Sakisaka Fuminori, protagonista della storia, è vittima di un incidente stradale che causa la morte dei suoi genitori e che lo lascia in fin di vita.
Egli riceve trattamenti chirurgici al cervello, grazie ai quali riesce a salvarsi miracolosamente ma, da quel momento, la sua percezione del mondo cambia per sempre. Tutto ciò che vede si trasforma in ammassi di carne ed organi che emanano un insopportabile fetore, mentre ciò che ascolta diventano grotteschi grugniti ed urla.
Ciò che prima mangiava con piacere adesso gli sembra qualcosa di disgustoso, ed anche tutto ciò che tocca sembra diverso al tatto. Mentre contempla il suicidio nell’ospedale, una misteriosa ragazza di nome Saya appare di fronte a lui. Per qualche ragione, Saya gli sembra perfettamente normale, può sentire il suo calore, il suo profumo e toccare la sua pelle vellutata.
Saya è alla ricerca di suo padre e Fuminori, non volendo essere separato dall’unico essere che vede umano, le chiede se può aiutarla a cercare il padre, e se vuole andare a vivere con lui.
La ragazza accetta.

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Dettagli tecnici
Saya no Uta è molto breve, non più lunga di 5 ore su 3 diversi finali, ma molto intensa.
Il gioco ha un sistema semplice. E’ possible impostare la velocità dei messaggi e saltare i dialoghi, inoltre nel menu è possibile rimuovere voci, bgm o effetti sonori. Gli slot per salvare sono più di quanti potrebbero mai servire.
Il gioco contiene quantitativi elevati di gore, quindi non è adatta a coloro che non riescono a sopportarlo, anche se è presente un’opzione per offuscare gli sfondi e cambiare le CG.
L’ammontare di CG presenti nella storia è notevole considerando la sua brevità, con uno stile di disegno adatto al tipo di atmosfera che il gioco vuole creare.
Ovviamente il livello grafico scende notevolmente con la versione censurata, le CG avranno sfondi abbozzati e colorati di rosso, mentre lo sfondo del gioco sarà più scuro e meno dettagliato.


La follia
La storia, frutto della mente di Gen Urobuchi (conosciuto anche per i più recenti Mahou Shoujo Madoka Magica e Fate/Zero), presenta richiami lovecraftiani, creando un’atmosfera criptica ed imprevedibile.
A differenza di molte visual novel, Saya no Uta non ha un’ambientazione scolastica, che molte volte fa si che il giocatore prenda familiarità coi personaggi ed il mondo attorno a lui. Al contrario, il giocatore viene messo immediatamente davanti alla follia del protagonista. Fin dal primo momento di gioco, infatti, chi si avventura nel gioco vedrà, al posto delle parole, dei caratteri caotici privi di significato, dette da una creatura rivoltante di carne marcia, piena di pustole pulsanti.
La narrazione principale è incentrata su Saya e Fuminori ed il loro amore puro, oltre a trattare le condizioni del ragazzo e le sue reazioni nei confronti del mondo “normale”.

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Mondi differenti
Gli sfondi del gioco sono diversi a seconda della persona che narra gli avvenimenti. Qualsiasi persona vedrà il mondo normalissimo, le mura di un ospedale saranno bianche, mentre gli alberi saranno costituiti da vari rami con foglie verdi. Quando il narratore sarà Fuminori invece, gli stessi sfondi verranno distorti, le pareti saranno ricolorate di un colore sanguigno e ripugnante, piene di pustole ed interiora, gli alberi ridotti ad arterie e gli oggetti e le persone verranno orribilmente deformati.
Dall’incidente egli è rimasto irrimediabilmente segnato, non avrà modo di fuggire da questo mondo alieno e disgustoso, opposto a quello in cui vivono i suoi amici.
Le percezioni quindi non sono assolute, per Fuminori la sua stanza ridipinta è l’unico luogo accogliente e Saya l’unica persona cara che gli è rimasta nel mondo. Al contrario, per altre persone la sua stanza può essere una rappresentazione della sua follia, mentre Saya può essere una creatura fragile da usare come strumento per i propri piaceri.
Una delle tematiche trattate è infatti la differenza nel modo di vedere il mondo da parte di ogni singola persona, che non si limita al mondo del protagonista rispetto a quello “normale”, ma anche gli altri personaggi vedranno ognuno la realtà in modo diverso, anche se non letteralmente come lui.
Altre tematica trattata è la solitudine.
Fuminori, a causa della sua malattia, tenderà sempre più ad isolarsi dal mondo, costituito da mostri di carne e terre fetide e ripugnanti.
Ormai i suoi amici non esistono più, esiste solo Saya, l’ultimo essere umano rimasto e l’unica che può amare. Infatti c’è un netto contrasto fra l’assalto psicologico che da il mondo come percepito dal protagonista e la purezza angelica di Saya.


Perché sound novel
Come per i paesaggi, anche i suoni verranno distorti dalla mente di Fuminori.
Un semplice dialogo ascoltato dal protagonista verrà trasformato in un ammasso di grugniti a stento comprensibili. In un mondo del genere, il dolce “bentornato a casa” di Saya sarà come un dono divino. Il sonoro del gioco è quello che più di tutto aiuta creare l’atmosfera. Molte delle tracce audio sono paurose o inquietanti, incrementando l’esperienza di gioco e rendendo perfettamente sia le scene che la loro narrazione.
I pezzi vocali, cantati da Itou Kanako (conosciuta anche per canzoni nelle novel di Steins;Gate e Chaos;Head) sono molto più dolci, ma anch’essi sono adatti alle scene del gioco nelle quali vengono fatti partire.

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Scelte difficili
Nella maggior parte delle visual novel sono presenti un gran numero di scelte, ed in base all'ammontare di esse la storia andrà in una direzione piuttosto che in un'altra. In Saya no Uta questo non è presente, in quanto ogni singola scelta porterà ad una reazione diversa alla situazione e di conseguenza ad una sua diversa risoluzione. Entrambe le scelte che il gioco propone infatti portano a differenti finali, tutti ugualmente profondi e significativi. Ricercare la verità, fare di tutto per ritrovare la propria umanità o sacrificare qualsiasi cosa per amore sono alcuni dei temi che queste scelte implicheranno, veri e propri dilemmi esistenziali ai quali una scelta potrà cambiare radicalmente il proprio avvenire.

Oltre all’atmosfera ottenuta con l’unione dei disegni e della musica l’opera, grazie ad trama scritta con cura, riesce a manipolare la sua pesante atmosfera per creare un’esperienza indimenticabile.
Consigliato a tutti coloro che apprezzano una buona storia, breve ma intensa.

Valutazione del Recensore
Disegno8.5Totale9.5
Sonoro9.5
Trama9
Narrazione10

Opinione di ValeforVoto
Avvincente soprattutto, è questo che si ricorda di Saya no Uta. Perché oltre a saper condire una trama profonda, intrigante e assolutamente nuova non bisogna scordarsi che il tutto è narrato con ritmi ben studiati, che sanno coinvolgere appieno lo spettatore.
La filosofia e la disperazione che sa comunicare, insieme alla tensione perenne, sono elementi che difficilmente si scordano e che permettono di muoversi rapidamente all'interno di una storia che non mancherà di commuovere i più sensibili e far pesantemente riflettere coloro più inclini ai grandi ragionamenti esistenziali.
Il tratto sporco, ruvido e alle volte umido è l'altro grande co-protagonista in questo universo anomalo, senza speranza, votato alla insanità mentale e alla sola ricerca di un piccolo luogo dove trovare la nostra breve quiete terrena per sfuggire ad un mondo ai nostri occhi corrotto e orripilante, vuoto di ogni senso e umanità.
Emozioni forti e temi forti, uno dei titoli più giustamente noti della Nitroplus.
7

Lord Blacker

Redattore delle rassegne stagionali e weeaboo oscuro dall'altissimo powerlevel. L'eroe di cui Jigoku non ha bisogno, e nemmeno quello che si merita, la vita però ha tutta una sua ironia.

Commenti (17)

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Stay Night scrive:
Un opera di sublime bellezza che prende di peso alcune tematiche lovecraftiane.

L'aspetto grafico strizza l'occhio al racconto "I sogni nella casa stregata" mentre la storia riprende molti dei punti fondamentali della sua poetica quali la ricerca del proibito e la presenza di demoni/alieni, per fortuna che la struttura narrativa è ben lontana da quella lovecraftiana altrimenti non molti avrebbero digerito Saya no Uta

Anche il chara riprende, anche se fortunatamente in parte, alcune delle opere di Lovecraft, "per fortuna" perchè uno dei punti deboli di Love era proprio questo aspetto, mentre per alcuni personaggi l'ho trovato quasi intuitivo per altri invece quasi si sfociava nel ridicolo, e di certo vedere dei mostri-gambero all'interno di Saya non avrebbe aiutato alla sua scalata al successo.....
Ho fatto questa parentesi proprio perchè uno dei punti fondamentali dell'opera è l'aspetto fanciullesco di Saya, vista come sola fonte di luce in un mondo opaco dove il protagonista inizialmente ne è assoggettato.

Per concludere dico solo che Saya no Uta non è un opera per tutti, o meglio, se si vuole godere l'opera appieno va studiata, non è certo una lettura che va presa con leggerezza o tanto per passare il tempo, purtroppo però ci sono tanti lettori occasionali che si fermano solo a questo fantomatico gore dimenticandosi di tutto il resto.
Postato il 4 Febbraio 2012 @ 22:12 Rispondi a Stay Night
Stardust_95 scrive:
sarà stupido, ma mi è bastato leggere che è di uro per dire che è un capolavoro
quando si tratta di pazzia lui è il pazzo tra i pazzi
Postato il 4 Febbraio 2012 @ 22:15 Rispondi a Stardust_95
Lost_Eden scrive:
Saya no uta mi è piaciuto moltissimo, e ho trovato molto carini i vari spunti che sembrano strizzare l'occhio verso un relativismo gnoseologico novecentesco. Anche i personaggi sono interessanti, soprattutto il protagonista che da un punto di vista psicologico è rilevante perchè il suo processo mentale sembra proprio quello di un alienato che deborda in schizofrenia, tanto che io avevo interpretato inizialmente la figura di saya come una sua allucinazione in un qualche modo consolatoria, per non perdere definitivamente la ragione.
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(poi però si scopre che esiste sul serio XD)
Postato il 4 Febbraio 2012 @ 22:29 Rispondi a Lost_Eden
Raptor scrive:
''richiami lovecraftiani''

già mi basta sapere questo per una futura giocata alla novel e ho trovato il prodotto ufficiale in inglese.
Postato il 4 Febbraio 2012 @ 22:45 Rispondi a Raptor
Gigantio scrive:
Se c'è una cosa che io amo in questo mondo sono i racconti lovecraftiani e gli ammassi informe di carne (alla Dead Space)
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 13:50 Rispondi a Gigantio
koyomi scrive:
Mi è piaciuto tantissimo saya no uta
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 14:07 Rispondi a koyomi
johnlebrex scrive:
sono perfettamente d'accordo con il recensore, saya, nonostante la brevità è molto (a volte troppo) intensa. da giocare per gli amanti di vn e non

p.s. valefor, vabbè che sei un estimatore ma potevi dargli un filo più di sette

p.p.s ora voglio la recensione di majikoi e di g-senjou no mao (e se c'hai voglia anche di utawarerumono )
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 17:19 Rispondi a johnlebrex
Valefor scrive:
johnlebrexp.s. valefor, vabbè che sei un estimatore ma potevi dargli un filo più di sette
Era interessante ma non mi ha saputo conquistare
johnlebrexp.p.s ora voglio la recensione di majikoi
Di base è una commedia senza pretese, solo con una produzione da kolossal hollywoodiano ed è uscita così "immensa" sotto ogni senso che va giocata senza bisogno di affidarsi a recensioni.
johnlebrexe di g-senjou no mao
Impossibile, non sarei obiettivo, questa la potrebbe fare Lord.
johnlebrex(e se c'hai voglia anche di utawarerumono )
Questa forse sì, devo consultare gli oracoli per decidere.
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 17:56 Rispondi a Valefor
Lost_Eden scrive:
Per la valutazione, io sono più vicino al voto di valefor, probabilmente avrei dato poco di più, un 7/8 XD
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 18:42 Rispondi a Lost_Eden
johnlebrex scrive:
ahhh che bello vedere cotanti estimatori in un solo posto......un giorno se mai finiranno quella benenedetta traduzione di baldr sky dive1, dobbiamo trovare il modo di farlo andare in pvp multiplayer per picchiarci di santa ragione per discutere se sia meglio rewrite o little busters
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o minecraft, anche minecraft andrebbe bene
Postato il 5 Febbraio 2012 @ 19:24 Rispondi a johnlebrex
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